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(Sant’)Antonio Cassano e i froci

Si sa, per alcuni uomini dalla bocca larga è assai difficile resistere alla tentazione di raccontare le proprie gesta erotiche con la Squaw “pelle di luna” di turno, lasciandosi  magari trasportare in una narrazione ricca di numeri e dettagli da fare invidia ai migliori sceneggiatori di pellicole porno. A ciò non fa eccezione il prof. Cecchi Pa(v)one, animale vanesio che ama esibire piume e conquiste.  L’essere mitologico, metà divulgatore scientifico metà naufrago televisivo, recentemente ha sbandierato ai quattro venti di un presunto rapporto sessuale con uno dei 23 calciatori della nazionale italiana di calcio. Un “e sticazzi?!?” ci starebbe tutto, infatti l’affermazione è vecchia considerando che già qualche tempo fa il  Cecchi Pa(v)one aveva parlato di alcune sue relazioni con un giocatore della serie A.  Il vanitoso Alessandro però si mostra assai abile nel riciclare spazzatura e, tornando sull’argomento, aggiunge ulteriori dettagli: “Nella nazionale di Prandelli ci sono sicuramente due omosessuali, un bisessuale e un metrosessuale”. Ora, a scanso di equivoci, il metrosessuale (con grande dispiacere del Checca Paone) non è un uomo enormemente dotato, ma un eterosessuale ossessionato dalla cosmetica avanzata, curatissimo nell’aspetto (tossicodipendente dell’abbronzatura a raggi UVA e della depilazione parziale o totale del corpo), appassionato di shopping e tendenzialmente salutista (fonte: Wikipedia). Insomma, per capirci, tutti gli uomini che il sabato mattina acquistano “La Repubblica” con allegato “D”  per poi  gettare all’istante il quotidiano nella pattumiera (non che questo sia un male) conservando gelosamente l’inserto.

Quando le agenzie di stampa battono la notizia impazza il totosex: 1 per “l’omo”, X per “il bi”, 2 per “il metro”. “Libero” di Belpietro (o Feltri? No, questa settimana Belpietro) apre un sondaggio per scovare le identità dei quattro giocatori. Buffon non sta più nella pelle, finalmente qualcosa su cui scommettere; dalla Lega Nord fanno sapere che loro, per i froci, puntano tutto sui due negri Balotelli e Ogbonna, in fondo le disgrazie non vengono mai da sole. La discussione rimbalza qua e là fino a giungere sul tavolo della sala stampa di Cracovia (sede del ritiro degli azzurri). In quel momento davanti al microfono c’è Cassano, il Marco Travaglio del calcio nostrano, uno che non le manda a dire. Lingua tagliente e schietta, il talento di Bari vecchia risolve la questione alla svelta: “Ci sono froci in squadra? Se penso a quello che dico, chissà che cosa vien fuori. Sono froci? Problemi loro, me la sbrigo così, sennò mi attaccano da tutte le parti. Son froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ci siano veramente in Nazionale“.  Il povero Cassano cerca di essere misurato, si autocensura, non dice realmente cosa pensa “sennò mi attaccano da tutte le parti” eppure scoppia ugualmente un putiferio. Strano, eh? Immediata monta l’indignazione in un paese reazionario, clericale, bigotto, omofobo che non riesce a elaborare un cencio di legge per le unioni civili, ma che si scandalizza davanti alla parola “FROCIO”. L’Italia dei sepolcri imbiancati fa sentire la sua voce perbenista. Cassano viene crocifisso all’istante, colpevole di aver espresso un’opinione assai simile a quella di molti politici italiani (dal Pdl al Pd passando per l’Idv) ma di averlo fatto nei modi sbagliati: si dice “Gay”, “Omosessuale”, al massimo “Invertito”. Dire “Rotto in culo”, “Ricchione” o “Frocio” denota mancanza di sensibilità.

La critica nei confronti di Cassano è quasi unanime. Quasi. Per Don Hayro, parroco colombiano di Lauro (paesino della Bassa Irpinia), le parole del  numero 10 sono da sottoscrivere in pieno, tant’è che armato di uniposca, DAS e colla vinilica si mette immediatamente a lavoro sulla statua di Sant’Antonio presente nella sua Chiesa. L’obiettivo  è quello di riprodurre l’acne, i pori dilatati e le impurità batteriche dell’Antonio profano sull’Antonio sacro. Et voilà, ecco a voi Sant’Antonio Cassano.

Il prete di provincia mostra grandi doti nel suo “attacco d’arte”, peccato che di lì a poco arriverà attraverso l’Ansa la smentita dello stesso Cassano:  “L’omofobia è un sentimento che non mi appartiene, oggi non volevo offendere nessuno e non voglio assolutamente mettere in discussione la libertà sessuale delle persone“. Nulla di tutto ciò è uscito dalla bocca del calciatore azzurro, è evidente. Lui non userebbe mai la parola “omofobia” perchè molto semplicemente non ne conosce il significato, ma Don Hayro non ci sta. Si sente tradito dal Sant’Antonio Cassano, capopopolo della crociata contro froci e congiuntivi.

Dunque il colpo di scena: il parroco parte all’attacco del busto ligneo del santo a suon di pugni. Il Rocky colombiano, annebbiato dalla delusione, intravede nella statua del santo la figura di Ivan Drago un po’ “fru-fru” e ci dà dentro a suon di jab e montanti. I fedeli sbigottiti aspettano di vedere Don Hayro(n man) esplodere nel leggendario “Adrianaaaaaaa!” , ma devono sorbirsi la veemente condanna nei confronti dei peccatori “contro natura”. Tra lo stupore generale il prete si esibisce in un sermone omofobo mentre, con fare antisportivo, infierisce assestando gli ultimi pugni su di un Sant’Antonio  a tappeto già  da un pezzo.

Ecco, la prossima volta in sala stampa mandateci Pirlo. Farete la gioia di tutti coloro che soffrono di insonnia, ma soprattutto eviteremo di vedere preti picchiatori e altari trasformati in ring. Tuttavia, a pensarci bene,  potrebbe non esserci un nesso tra le parole di Cassano e lo sfogo fisico-verbale di Don Hayro. Forse.

Per maggiori info sul prete-pugile: Pugni alla statua di Sant’Antonio e frasi anti-gay, bufera sul parroco

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Notizie su Il saltimbanco

Il saltimbanco

4 Commenti

  1. White Riot

    Complimenti per l’articolo e per la verve.
    Una domanda nasce spontanea: io il sabato mattina con repubblica faccio esattamente il contrario, ovvero butto D e tengo il quotidiano…in che categoria sono?

  2. Scusate ma anche io il sabato mattina faccio come White Riot…..in che categoria sono?

  3. Il saltimbanco

    Francamente non sono in grado di definire questa categoria ma devo ammettere, mio malgrado, che persino “D” potrebbe avere una sua dignità se paragonato all’ultima fatica letteraria del Cecchi Paone: “Il campione innamorato. Giochi proibiti dello sport”.
    Già il titolo mi fa rabbrividire. Alla fine forse è meglio una overdose di pubblicità piuttosto che chi coglie ogni occasione per farsi pubblicità.

    PS Grazie mille White

  4. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Se l’omofobia è il disprezzo verso chi deve in tutti i modi e assolutamente ostentare allora io sono il più grande omofobo al mondo.
    Checca pavone non aiuta in nessun modo i gay,anzi a mio avviso li fa sentire ancora più emarginati con le sue uscite tristissime.
    Se un individuo si reputa uguale agli altri e non ‘diverso’ non avrebbe bisogno di dire ‘in quel gruppo c’è un gay’,perchè se è normale esserlo è altrettanto normale che siano in giro.Anche nella nazionale di calcio quindi.
    Che certe domande vengano fatte proprio a cassano poi…è chiaro che si cercava lo scandalo.
    Giornalisti pennivendoli.
    Chi compra Repubblica è bisex!

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