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Giorno della memoria, non solo la “Shoah”

“E’ più arduo onorare la memoria dei senzanome che non delle grandi personalità.
La costruzione storica è devota a dar memoria ai senzanome.”
(Walter Benjiamin)

filo SpinatoIeri, 27 gennaio ricorreva la Giornata della memoria, ricorrenza internazionale celebrata per commemorare le vittime dell’Olocausto, e anniversario della liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.
Arrivati al 70° anniversario sembrerebbe ormai essere inutile istituire e ricordare tali violenze, ma questi esempi sembrano non aver sortito alcun monito. Non è guerra mondiale, ma al mondo la parola guerra è sempre d’attualità. Quindi ancor di più è nostro compito ricordare, perché senza memoria perderemmo ragion d’essere, e senza quegli insegnamenti potremmo trovarci a passare facilmente da vittime a carnefici.

Si ricorda quindi la Shoah, lo sterminio del popolo ebreo, con l’annientamento di 6 milioni di ESSERI UMANI, ma non solo. Anche gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, prigionieri di guerra, malati di mente, Testimoni di Geova, ecc.., per un totale di vittime stimabile tra 13 e 20 milioni.
La ricorrenza anche per ammonire sui genocidi di oggi, gli odi razziali che ancora flagellano o hanno sconvolto Paesi come la Jugoslavia, il Ruanda, la Turchia, la Nigeria. Sono solo di 20 anni fa le violenze in alcuni di questi paesi, sfociati in genocidi passati in silenzio, con soprusi perpetrati su vittime innocenti.
Il xx secolo verrà ricordato come il secolo dei genocidi, ovvero da definizione Onu: «gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso». Riflettendo su queste parole vediamo come temi che per noi dovrebbero essere ormai assodati e punti ormai fermi, fanno parte dell’attualità, e quindi non è mai banale ricordare.

In pochi sanno del genocidio armeno, da parte del governo turco, guidato dai Giovani Turchi tra il 1915-16, con deportazioni ed eliminazioni sistematiche della minoranza armena. Uccisi 1.500.000 ESSERI UMANI. Già nel 1890 erano stati trucidati 2 milioni di ESSERI UMANI. La filmografia moderna ne dà ampio risalto con il film del 2007 dei fratelli Taviani, “La Masseria delle Allodole”. Il governo turco ancora oggi non riconosce tali morti come Genocidio. Per questo bisogna ricordare e battere ogni forma di negazionismo possibile. Quest’anno, il 24 Aprile, sarà commemorato il 100º Anniversario del genocidio armeno.

E’ degli anni dal 1929 al 1933 il Genocidio ucraino, lo “Holodomor“, la carestia, di origine dolosa, che si abbatté sul territorio dell’ Ucraina. L’intenzione dell’Unione Sovietica era quella di “infliggere la morte attraverso la fame”. Queste parole risuonano in tutti i telegiornali con la nuova crisi energetica e il conflitto russo/ucraino. In Ucraina, il giorno ufficiale di commemorazione dell’Holodomor è il quarto sabato di novembre.
Sempre nell’Unione Sovietica con il varo delle leggi della colletivizzazione anche i Kulaki, i contadini indipendenti, divennero nemici dello stato sovietico. Milioni di ESSERI UMANI furono deportati in Siberia e nei Gulag.
Durante la seconda guerra mondiale anche le autorità militari italiane tentarono una pulizia etnica ai danni degli sloveni nelle zone conquistate in Jugoslavia.

In Cambogia tra il 1975 e il 1979 i Khmer Rossi di Pol Pot massacrarono e fecero morire nei campi di rieducazione e nei campi della morte circa 2,5 milioni di ESSERI UMANI, colpendo cattolici, musulmani Cham, vietnamiti e coloro venissero considerati sabotatori. E’ il genocidio con la più alta percentuale tra popolazione e numero di morti.

Solo 20 anni fa in Ruanda, ci fu il più grande genocidio africano. Circa un milione di ESSERI UMANI della minoranza Tutsi furono sterminati dalle bande e milizie Hutu, spesso anche con armi rudimentali in soli 100 giorni. La divisione tra hutu e tutsi venne stabilita dal primo colonialismo belga in base all’aspetto fisico. Il genocidio ruandese è anche la storia dell’indifferenza dell’Occidente di fronte ad eventi percepiti come distanti dai propri interessi.
E’ del 1995 il genocidio di Srebrenica avvenuto durante la guerra nella Ex-Jugoslavia. L’11 luglio circa 10 mila ESSERI UMANI musulmani furono uccisi dalle truppe serbo-bosniache di Mladic nella zona protetta dall’Onu di Srebrenica. Non è ancora chiarito perché i 600 caschi blu olandesi non intervennero.
Delle vittime poco più della metà ha un nome.
Sono solo alcuni dei crimini contro l’umanità, la lista sarebbe molto più ampia.

E se ora, nel 2015, guardassimo una cartina dei conflitti, quale situazione troveremmo? Non vedremmo campi di concentramento, forni, lager, ma l’orrore sì, quello della guerra.
La nostra unica forza è quella di ricordare, far echeggiare le nostre idee, le nostre posizioni, per un mai più. RESTIAMO UMANI.

testo:
Il secolo dei genocidi, Bernard Bruneteau, Il Mulino, 2006.

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Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

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