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In the neighborhood

Però è un dato di fatto. Non conosco i miei vicini di casa. So che sono in due: un ragazzo ed una ragazza. Conosco a mala pena i loro nomi per averli sentiti urlare con una certa frequenza durante alcune cene del venerdì sera. Cene cui, ovviamente, non sono stato mai invitato. Non pagano con frequenza il canone dell’acqua, altrimenti non mi spiegherei il motivo di quei cartelli che periodicamente compaiono sul pianerottolo. Hanno all’incirca la mia età. Non so se sono fratelli, amici, amanti, fidanzati, sposati…particolare che mi ricorda un po’ quel compianto duo americano di blues indie alternative garage rock, divenuto famoso qualche anno fa per un coro da stadio. Jack and Mag, chiamiamoli così, vivono al piano di sopra. Non fosse per i tacchi di lei, praticamente incorporati nel suo tallone da killer, e per i deprecabili gusti musicali di lui, direi che non esistono. Solo una volta ho provato a stringere un quantomeno simbolico rapporto di buon vicinato. Come si sa, l’occasione fa l’uomo lardo. Accade che, durante una cena in cui si discuteva, come sono solito fare di Freud, Hegel, Schumpeter …. vabhè stavamo vedendo una inutile partita di quel superfluo e triste torneo che è l’Europa league (credo si trattasse di Juventus – Knivskjellodden) quando ad un certo punto … il dramma: si rompe l’apribottiglie! Panico, terrore, conati di vomito, anzi no, quelli ci sarebbero stati se l’utensile in questione avesse continuato ad espletare la funzione per la quale era stato comprato, ovvero aprire bottiglie di vino. Ah! Commercianti cinesi! Maledetta globalizzazione! “Maledetto Yang! Maledetto Deng! Maledetto Li Peng! Maledetti nei secoli dei secoli!” Per gli amanti delle citazioni: CCCP Fedeli alla Linea, Manifesto, 1989. Cosa fare? Franco Mac Giver purtroppo è morto … i negozi alle 21:30 sono chiusi … rimangono loro… Jack and Mag. Io mi astengo. Sono stanco. Non mi va di fare 10 scalini a piedi. Si offre volontario un giovane amico commensale. Sale. Dopo un po’ scende recando seco l’apribottiglie, strumento divino. È però un po’ segnato da questo incontro. Pare che Jack fosse particolarmente felice, diciamo così, di vedere un bel giovine bussare alla sua porta in una buia serata d’inverno. Non mi interesso molto. Goal di Chiellini. Refosco. Il giorno dopo rientro dal lavoro. La prima cosa che faccio è gettare cravatta e divise d’ordinanza nel primo pertugio libero della mia dimora, con sommo gaudio di mamma che ci legge per conoscenza. Poi scorgo sul tavolo quell’arnese, quel deus ex machina calato dall’alto del piano di sopra, che tanta gioia ci aveva procurato la sera prima. Decido di renderlo ai legittimi proprietari. Non sono certo un buon vicino, ma non voglio, almeno sotto questo punto di vista, imitare Homer Simpson nel suo simpatico modo di prendere cose in prestito da Ned Flanders. Mi ricompongo. Idea: prendo una bottiglia di vino puzzone, l’unica avanzata dalla sera prima e, con la speranza di incontrare lei, Mag, mi dirigo elegante verso il piano di sopra. Durante l’ascesa nella mia mente si ripropongono scene di film, di incontri d’amore fugaci in tetri condomini cittadini. Immagino Mastroianni che flirta con la Loren nel film “Una giornata particolare” di Ettore Scola, glissando di violini, luci soffuse…eh già, la lampadina del pianerottolo è fulminata. Busso alla porta. Silenzio. Suono il campanello. Niente. Mestamente, mi accingo a scendere le scale quando da dentro…una voce … non proprio angelica…mi blocca: “Arrivo!!!!” Si apre la porta. Altro che “Una giornata particolare”, il film che si presenta ai miei occhi è “I segreti di Brokeback Mountain” oppure “Il Vizietto”! A comparire, però non è Ugo Tognazzi, davanti al quale mi sarei comunque inginocchiato (metaforicamente, non scherziamo) supplicando una “Supercazzola”, ma “è lui, ma è Jack! ecco chi è!! Se il cervello userai, vincerai! Indovina chi! Giochi MB!” Trattasi di spot pubblicitario trasmesso negli anni 80 di un gioco tutt’ora in auge, seppur nel format televisivo, trasmesso, se non erro, su RAI 1. Jack seminudo, avvolto in un asciugamani, mi dice: “Scusa…ero sotto la doccia!” Avresti potuto rimanerci, penso io. Comunque, dico due o tre frasi di circostanza, consegno l’apribottiglie e la bottiglia, ringrazio e, ancora scosso, faccio ritorno alla mia dimora. Da quel giorno non mi sono più recato al piano di sopra e non ho più cercato di intrattenere rapporti di vicinato con nessuno. L’unica considerazione che faccio è che …. adesso ho capito che i tacchi non li indossa solo lei. Probabilmente.

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2 Commenti

  1. Magari la prossima volta potreste utilizzare questo metodo infallibile:
    http://www.youtube.com/watch?v=qwEZoRxsOzE

    ..però evitate di chiedere in prestito i tacchi fetish di Jack and Meg, beh potrebbero fraintendere!

  2. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Potresti scriverci su un libro.’non bussate a quella porta’.

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