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Isabel Allende – Il quaderno di Maya

Amori difficili, frammenti di storia cilena ancora carichi di sofferenza, famiglie disgregate, disagio giovanile, marginalità e degrado trovano come contraltare il valore delle tradizioni locali, il rispetto per l’ambiente e un modello di vita comunitaria nell’affermazione del valore della diversità e del rispetto reciproco.

Il 30 Novembre 2011 è uscito, edito da Feltrinelli, il nuovo romanzo di Isabel Allende, “Il quaderno di Maya” (El cuaderno de Maya). La scrittrice cilena, molto amata anche in Italia, recentemente ha vinto il premio Hans Christian Andersen, il Piccolo Nobel, tale onore per aver dato con il proprio lavoro «un contributo alla letteratura per l’infanzia e la gioventù».

“Il quaderno di Maya” è il diciassettisimo romanzo pubblicato, e va a seguire l’ultimo, del 2009, “L’isola sotto il mare”, fino ad arrivare al primo ed acclamatissimo “La Casa degli Spiriti” del 1983. Isabel Allende nelle sue pagine, nelle sue storie riesce a trasmettere la sua vita, le sue emozioni, ma anche la vita di altre donne, riuscendo a far cozzare magicamente mito e realismo.

Dicevamo la Donna come protagonista, come un ritratto disegnato con colori intensi, di forza, coraggio e disincanto. Questa è la storia di Maya Vidal, una giovane adolescente che vive a Las Vegas.  A seguito della morte di suo nonno Popo, la ragazza precipita in un tunnel fatto di droga e d’alcool. La nonna Nini per aiutare la giovane Maya, la manda nell´arcipelago di Chiloé, in Cile. Per Maya qui, si aprirà un nuovo mondo, completamente diverso, fatto al contempo sì di miseria e degrado, ma anche di tradizioni ben radicate, di valori antichi ma ancora attuali, annotando tutto sul suo fedele quaderno. 

La scrittrice qui parte dalla sua condizione, ormai dal 2003 è cittadina degli Stati Uniti, ma di certo non dimentica il suo passato, e non perde occasione per trasferirlo nelle sue pagine, come se fosse un semplice quaderno. Il libro della Allende, quindi gioca su questo doppio piano, passato/presente, ma vi inserisce molti elementi noir e colpi di scena che ben si incastrano con l’impianto narrativo che fanno risaltare i temi cari alla scrittrice, come la tradizione, il recupero delle radici, la forza, l’autonomia e la determinazione della donna.

La consegna del quaderno a Maya:

«Mi consegnò un quaderno con cento pagine perché tenessi un diario della mia vita, come avevo fatto dagli otto ai quindici anni, quando il destino mi aveva girato le spalle. ‘Avrai tempo per annoiarti, Maya. Approfitta per scrivere delle enormi sciocchezze che hai commesso, magari in questo modo ti rendi conto della loro portata’ mi disse. Esistono diversi miei diari, sigillati con nastro adesivo industriale, che mio nonno conservava sotto chiave nel suo studio e che adesso la mia Nini tiene in una scatola di scarpe sotto il letto».

Buona lettura.

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Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

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