Home / Satira / I luoghi comuni del comune Boulevard of Broken Dreams

I luoghi comuni del comune Boulevard of Broken Dreams

I luoghi comuni del comune Boulevard of Broken Dreams (e non sono un seguace del giorno verde)

Ci sono delle affermazioni, dei topos, dei refrain che non smetterò mai di ascoltare a meno che non si avveri quello che sostenevano i Maya o che non prenda corpo quella frase cantata da Morrissey in “Every day is like Sunday”.

I luoghi comuni che comunemente vengo ripetuti nei discorsi comuni tra i concittadini del mio Comune riuniti sotto la Piazza del Comune a condividere, comunicando, un comunismo comunque non comune, allietati in sottofondo da
Common People dei Pulp.

Il primo di questi archetipi che mi viene in mente è quello del calciatore locale che non ha fatto carriera.

Basta! Non ne posso più di sentire parlare gente che narra le gesta eroiche ed erotiche di fantomatici Cruyff innamorati delle donne e della vita notturna e che non hanno sfondato per colpa del loro lifestyle. Oppure, peggio ancora, che hanno visto calare le proprie quotazioni a causa della presenza di intrecci, intrallazzi degni del più lascivo Decamerone o dalla contemporanea presenza nel ruolo di mediano di spinta (molto più della facile battuta) di “qualcuno che all’epoca si scopava la moglie di … e allora …” . Speculazioni degne dei peggiori film sul mondo del calcio (non che ce ne siano di tanto
belli, a parte “l’Uomo in Più” di Sorrentino), tipo “Mezzo Destro Mezzo Sinistro”, diretto da Sergio Martino con la straordinaria partecipazione dei soliti Gigi Sammarchi e Andrea Roncato. Ah…è proprio vero che non si esce vivi
dagli anni ottanta!

Per non dire del prototipo “Cavallo Pazzo”, cui normalmente vengono attribuiti contemporaneamente il dribbling di Maradona, l’agilità di Van Basten, il calcio di Roberto Carlos…peccato però per quel caratteraccio! Quanto mi dispiace.
Eppure in quella gara a Rocca D’Arce (III categoria del 1989, “ma all’epoca erano tutti forti, paragonabili ad una serie D di adesso” nda) decisiva per il settimo posto di un campionato a dieci squadre, il Nostro Eroe fece goal su punizione da oltre 50 metri! Ah! Come cantava il Boss: “Glory Days!” E come non dimenticare quel big match giocato nella torcida di Belmonte Castello?!?! Che goal direttamente da calcio d’angolo! Ehhh!! Ma tu non c’eri al Monumental di Monticelli? Cazzo!!! La fu il massimo: batte il calcio d’angolo e contemporaneamente svetta in aria a staccare di testa insaccando alle spalle del malcapitato portiere di turno, già proprio di turno presso la Fabbrica Italiana Automobili Torino, as know as  FIAT di Cassino quel giorno…e pure a quell’ora!!!! Però forse quella gara più che a Monticelli fu giocata sul neutro
di San Giovanni Rotondo…per evidenti ragioni di ubiquità.

Peccato però che in tutto ciò il Nostro Eroe si sia macchiato di gesta … come dire non degne dei valori decubertiani dello sport. Sulla maleducazione, tuttavia, nulla quaestio. Ne abbiamo viste di belle, in tutti i decenni, in tutte le categorie, in tutto il mondo. Però quella volta che mandò a fare in culo il guardialinee per un fuorigioco non rilevato e venne espulso? Quando diede dello stronzo all’arbitro perché lo aveva visto ballare troppo vicino alla sua ragazza la settimana prima all’Easy Life (per i più giovani, trattasi di discoteca becera sita in località Fontana Liri in auge negli anni 90). O quando prese a schiaffi l’avversario reo di avere osato orinare vicino la sua autovettura durante le celebrazioni in onore di San Giovanni a Pontecorvo.
Tuttavia, dalle mie parti tali episodi in luogo di venire stigmatizzati e deprecati, vengono esaltati e, soprattutto, posti alla base di una escatologica apologia dei football players nostrani che, comunemente, “appendono le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar” (Francesco Dylan Gregori). Se siano innamorati di una donna che non hanno amato mai, sinceramente, cazzi loro, di certo per colpa di quella “ciocca pazza” (rectius testa calda) adesso dentro a quello stesso bar guardano le partite di calcio e, tra una birra e una birra, ricordano quelle gesta stese “su un passato ancora vivo, ma te lo ricordi tu?” (Indovinate di chi questa citazione) e imprecando contro il Del Piero di turno perché ha sbagliato un stop che sicuramente, ai loro tempi, neanche il terzino dello Scalambra Serrone avrebbe mancato!

Poi c’è la categoria: “ha fatto il provino con…”. Entusiasmanti. Premetto che le squadre di calcio un provino non lo negano a nessuno. Negli anni 90 il Parma Calcio dell’integerrimo Tanzi, forse per via del cognome del presidente, ha
deciso di investire molto e speculare ancora di più sul territorio ciociaro. Le scuole calcio gemmavano come fosse antani nei comuni del frusinate e ci sentivamo un po’ parmensi e anche un po’ parmigiani tutti. E allora via con selezioni, provini, gite nell’Emilia paranoica di ferrettiana memoria, ma soprattutto tute, maglie, borse, palloni, biancheria intima, tutto il necessario griffato con il logo di quell’ importante marchio di latticini che sarebbero risultati poi indigesti a molti risparmiatori italiani (e non). E allora via con i gossip: “pare che Nevio Scala abbia notato quel biondino ma, complice il tasso di grappa nel suo sangue, abbia preferito rimandarlo a Frosinone perché troppo simile a Thomas Brolin”. Cazzo e poi dicono che gli svedesi non so come i marocchini? Vengono in Italia a rubare il lavoro! Tornatevene nelle capanne! Oppure: “quell’anno il Parma in attacco aveva Crespo, Chiesa, Stoichkov e alla fine… io e Zola eravamo di troppo…Gianfranco è andato al Chelsea io a Terelle”. Scelte di vita! Ancora: “No, non mi piaceva l’ambiente, la gente è fredda!!! E poi … la nebbia!!!!” Certo, la cordialità ed il clima che trovi a Broccostella?!?! Vuoi mettere??!?! Non ha paragoni.

Categoria “infortunati cronici”. Tibia, perone, ginocchio, cartilagine, tendini, menisco, pube, omero, virgilio…tutto si crea e tutto si distrugge…però…vedersi interrotta una carriera e poi disputare infuocati tornei rionali o giocare praticamente tutte le sere a calcetto nei vari tornei UISP, AISP, CGIL, CISL, UIL è un atteggiamento che desta qualche sospetto. La maggior parte degli infortuni, poi, sarebbe stata causata dall’imperizia di medici, massaggiatori, fisioterapisti e  fidanzate che, con fare maldestro, avrebbero acuito la patologia di turno fino a rendere la  stessa cronica a tal punto da
determinare il fatidico gesto della collocazione dello scarpino, con tanto di chiodi e martello,  sul muro di casa. Anche tale gesto, tuttavia, ha cagionato parecchi infortuni: dita rotte, lividi cagionati da martellate, cadute da scale non a norma…

Infine c’è chi ha dato del tu ad Ancellotti, ma solo perché ignora che ad una persona che non si conosce ci si rivolga dando del lei. O chi invece è stato allenatore…e che allenatore! Personaggio da cui tenere le distanze durante la visione di una partita al bar. Conosce tutto di tutti.
Fautore della zona e del gioco a due tocchi (o anche a uno), ha allenato giocatori che adesso calcano i campi della serie A. Ma lui, dall’alto della sua saggezza o, meglio, della sua lungimiranza, non li vedeva preferendo all’implume campione in erba il più deciso e determinato trentenne spaccalegna (e spacca caviglie) di Falvaterra. Uno cresciuto a colpi di accetta e a kg di abbacchio.

Vota questo Articolo!

Commenti

commenti

Pubblicità

Notizie su White Riot

White Riot

un Commento

  1. Alessandro Volta

    Glory Days, yeah they’ll pass you by Glory Days, in the wink of a young girl’s eye…..inizio ad appassionarmi troppo a questo sito!

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*