Home / Le interviste de L'indifferenziato / Il campione si racconta a L’Indifferenziato- Filippo Magnini

Il campione si racconta a L’Indifferenziato- Filippo Magnini

Una delle novità che ci farà compagnia sul portale in questo 2015 sarà certamente l’intervista esclusiva ad un campione del mondo dello sport. Grazie, infatti, alla collaborazione con la Dao Management riusciremo ad ospitare, in una nuova rubrica, le parole dei più importanti atleti italiani. Iniziamo subito con il botto, l’intervista di esordio è riservata ad uno dei più grandi nuotatori italiani di sempre e certamente il miglior stile-liberista della nostra storia: Filippo Magnini. Non credo servano ulteriori presentazioni, per Filippo parla un palmarés incredibile: bronzo olimpico nella 4*200 ad Atene 2004, oro nei 100 mt stile libero ai mondiali di Montreal, oro ai mondiali di Melbourne sempre nei 100 mt stile libero e argento nella 4*100 mt.  Completano una carriera incredibile 2 ori mondiali in vasca corta e ben 15 ori europei. Pippo, come potrete leggere e capire nel corso dell’intervista, è un esempio non solo nella vasca ma anche nella vita di tutti i giorni, grazie ad un impegno nel sociale davvero fuori dal comune. Buona lettura.

Filippo Magnini

Pattinaggio, basket ma soprattutto calcio e nuoto, Filippo Magnini ha fin da ragazzo avuto lo sport nel sangue. Qual è stata la determinante fondamentale per la quale ha scelto il nuoto? In quale ruolo era utilizzato nel calcio e chi era il suo idolo?

Ero gracilino e volevo giocare a calcio, Ma prima di poter praticarlo mia mamma mi ha detto “fai un po di nuoto cosi ti irrobustisci. Poi ti iscrivo a scuola calcio”. Ovviamente ho iniziato con il nuoto e poi sapete come è andata.  Nel calcio giocavo da ala sinistra e il mio giocatore preferito era Lothar Matthaus.

Quanto è stato difficile abbandonare la sua Pesaro da adolescente per trasferirsi a Torino per gli allenamenti? Qual è stata la rinuncia più grande che ha dovuto compiere per il bene della sua carriera? Quante serate con gli amici ha dovuto “sacrificare” per svolgere con professionalità allenamenti e gare?

“Abbandonare” Pesaro alla volta di Torino è stata sicuramente una scelta importante e meditata a lungo. Volevo fare il salto di qualità e avevo bisogno di nuovi stimoli. Non è mai facile distaccarsi dalla propria famiglia e dai propri affetti, soprattutto se si è in giovane età e legati da un sentimento fortissimo di affetto e stima reciproca. I risultati però mi hanno ripagato di tutti i sacrifici fatti.

Qual è stato l’allenatore più importante della sua carriera e perché? Quali sono le caratteristiche umane, caratteriali e psicologiche che il suo trainer ideale deve avere?

Sicuramente Claudio Rossetto con il quale sono riuscito ad ottenere i miei 2 titoli mondiali e la medaglia olimpica. Il mio trainer ideale deve essere severo ma insegnarmi il valore del lavoro, deve essere in grado di riconoscere gli sforzi ma allo stesso tempo non essere troppo accondiscendente. Mi piacciono le persone sincere che ti guardano negli occhi e che sanno mettersi in discussione. Solo così si riesce ad instaurare un rapporto basato sulla fiducia e il rispetto reciproco, fondamentale per chi fa sport ad alto livello.

Montreal 2005 o Melbourne 2007, qual è stata la vittoria più emozionante? Tra i tanti trionfi nelle staffette quale ricorda con particolare piacere? C’è qualche aneddoto particolare legato alle gare a squadre? Qual è stata, invece, la sconfitta che le ha fatto più male?

Entrambe le vittorie sono state emozionanti: la prima perché una ” sorpresa “, la seconda perché difficilissima conferma. Le staffette sono sempre dei momenti stupendi perché si vince e si perde in 4. Ho un particolare ricordo legato alla staffetta dei campionati europei di Budapest nel 2006: ero in ultima frazione e l’ Italia era in 4 posizione. Lorenzo Vismara, capitano della nazionale, si avvicina a me e mi dice ” campione… Fa il campione!!” .. Sono partito e abbiamo vinto!
_LUB0214-2Un aspetto fondamentale per la preparazione di uno sportivo è sicuramente l’aspetto legato all’alimentazione. Come definirebbe il suo rapporto con il cibo? Qual è il suo piatto preferito? Quanto ritiene utile l’utilizzo sempre più frequenti di frullati ipocalorici dal basso apporto ipocalorico? Consiglierebbe il loro utilizzo agli sportivi amatoriali?

Di sicuro non bisogna mai prescindere dai minimi tre pasti giornalieri. Mangio un po di tutto, seguendo principalmente la classica dieta mediterranea, anche se il vizio della maionese non riesco proprio a togliermelo! Cerco comunque di integrare sempre il tutto con i prodotti Natura Nuova. Con loro abbiamo ideato questi frullati che sono davvero l’ideale sia per chi pratica sport a livello agonistico, come me, sia per chi lo pratica anche solo 2 volte alla settimana.

Risponda in massima sincerità, quanto è diffuso l’utilizzo di pratiche dopanti nel nuoto? Il suo maggiore periodo di crisi a livello di risultati è coinciso con l’utilizzo dei super costumi ora vietati dalla federazione. Perché veniva danneggiato dal loro utilizzo? Lei è co-ideatore del progetto “I AM DOPING FREE, come potrebbe spiegarlo sinteticamente ai nostri lettori?

Inutile far finta di niente, il doping è una piaga che purtroppo esiste nel nuoto ed è diffuso più o meno a tutti i livelli. Forse nel periodo dei super costumi altri nuotatori si sono abituati prima ad utilizzarli ed hanno sfruttato il vantaggio che gli veniva fornito. Sinteticamente direi che si punta a promuovere lo sport pulito e la competizione sana a discapito di chi fa dell’imbroglio e della scorrettezza la propria ragione di vita.

Molti appassionati non conoscono il suo grande impegno nel sociale. Oltre ad essere un campione nella vasca, infatti, Filippo Magnini è ambasciatore della fondazione Laureus, testimonial dell’AIL e della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – Onlus. Cos’è Lifecode?

Life code è la mia azienda partner di integratori e con loro abbiamo deciso di sostenere insieme la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica dedicando una parte del ricavato delle vendite dei braccialetti salva vita Lifecode avvenute tramite il mio sito filippomagnini.it. 

Nel corso della sua carriera è vissuto e ha visitato praticamente tutto il mondo. Ci dica

Qual è la città più romantica che ha visitato? Non vorrei essere banale, ma a mio avviso Parigi è la città più romantica al mondo.

In quale città vorrebbe far vivere e studiare i suoi figli? Li farei studiare all’ estero.

Quale città sceglierebbe per il suo viaggio di nozze? Beh lo si sceglie in due!

In quale luogo andrebbe per trascorrere il suo addio al celibato? Las Vegas

Qual è la città ideale per trovare la concentrazione prima di una gara? La concentrazione la si trova dentro di se, ma sicuramente è meglio in un posto con non troppi agi.

In quale città vorrebbe, semplicemente, vivere la sua vita quotidiana? Mi trovo molto bene a Verona, ma il mio futuro “quotidiano” lo vedo a Pesaro.

Cosa chiede ancora al nuoto dopo una carriera esaltante e ricca di trionfi? Continua ad amare il suo sport?

Vorrei che il nuoto mi regalasse un finale di carriera sereno che non mi lasci il rimpianto di non aver dato il massimo fino all’ultima bracciata. Come faccio a non amare uno sport che mi ha dato così tanto? Se sono quello che sono oggi lo devo al nuoto, spero di aver ricambiato questo amore con un bell’esempio da lasciare alle nuove generazioni di campioni che arriveranno.

Concludiamo con una domanda sulla musica. Ci indichi Una playlist di canzoni che rappresentino:
– la canzone da riscaldamento: la canzone di Rocky quando si allena in montagna in Rocky 4.
– la canzone che dà la carica prima dello start:  Black in back- ACDC
– la canzone della gara- In gara solo il rumore dell’ acqua!
– la canzone della vittoria- We are the champions- Queen

In allegato anche una gallery dedicata a Filippo Magnini

 

 

Il campione si racconta a L’Indifferenziato- Filippo Magnini
5 (100%) 2 votes

Commenti

commenti

Pubblicità

Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*