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La regressione della specie

Quel grandissimo genio di Giorgio Gaber in “Io se fossi Dio,” una delle sue più controverse canzoni scritta subito dopo la morte di Aldo Moro, cosi cantava…

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

In questi giorni abbiamo assistito alla morte di Pino Rauti, uno dei massimi esponenti  del Msi italiano. Certamente non starò qui cavallerescamente a tessere eleogi e lodi per  un  uomo politico che a mio modesto parere non è stato un grande statista come si vuol far credere in queste ore. Rauti è stato fondatore del “Centro Studi di Ordine Nuovo”, un’associazione culturale di estrema destra,  nel 1956. Nel 1969 rientrò nel Msi distaccandosi dallo squallore e dal terrore di “Ordine Nuovo”, movimento  sciolto nel 1973 perchè stava tentando di ricostruire il partito fascista. Ordine Nuovo per la cronoca è entrato nelle pagine più nere della storia italiana: dall’omicidio del Giudice Vittorio Occorsio, alla Strage di Peteano e alla Strage di Piazza della Loggia. Rauti  è stato recentemente assolto al processo per la strage di Brescia “per non aver commesso il fatto”, ma con un etichetta addosso pesante come un macigno “responsabile morale” dell’accaduto. Ancor più sconertante mi sembra il tributo concesso dal “parente” Alemanno nel Consiglio Comunale di Roma.  Insomma le parole di Gaber mi sembrano azzeccatissime per la circostanza.

L’episodio che ha  fatto balzare su tutte le prime pagine il funerale sono stati gli insulti e gli sputi al Presidente della Camera,Gianfranco Fini, accusato di essere come “Badoglio”  e quindi un  “Traditore”.Tutti si sono indignati per questi gesti incivili, ma nessuno ha detto una parola sullo scempio avvenuto all’ingresso e all’uscita del feretro dalla Chiesa:  cori del ventennio,”Contro il sistema la gioventù si scaglia, boia chi molla è il grido di battaglia” e braccia tese in saluti romani.  Gesti e parole che ci rimandano al peggior periodo della nostra storia. Gesti che dovrebbero far indignare e far scatenare la reazioni di tutti, invece tutto è sembrato normale.

 

Come era sembrato normale ad Affile, in provincia di Roma, dedicare un monumento a Graziani, Ministro della Guerra di Mussolini. Del caso si era occupato perfino il New York Times che ricordava ai suoi lettori la biografia del Generale che era stato accusato e condannato per crimini di guerra guadagnandosi sul campo il soprannome di “macellaio”. Per non farsi mancare nulla aveva ben pensato di partecipare anche all’esperienza nella Repubblica di Salò. Costo per la collettività di questo monumento a Graziani ben 160mila euro di soldi pubblici.

 

Oggi più che mai bisogna ricordare e tramandare i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, bisogna ricordare e far conoscere  a chi non sa quello che è successo nel ventennio, bisogna far tesoro degli insegnamenti del passato. é impossibile pensare la Repubblica Italiana senza il sacrificio volontario e spontaneo dei partigiani. Quegli ideali vanno difesi anche oggi,attacco dopo attacco scempio dopo scempio.

 

 

La regressione della specie
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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

4 Commenti

  1. quest’indifferenziato sta diventando sempre più un “giornale” schierato politicamente.delusione.

  2. Simone Casinelli
    Simone Casinelli

    Mi dispiace che molti non leggano una delle pagine più importanti del sito, “Chi Siamo”, dove spieghiamo quali sono i nostri obiettivi e le nostre idee.

    Una parte del Chi Siamo dice:
    “Lo scopo principale è infatti quello di “differenziare le cose” , ovvero quello di valutare le notizie in maniera personale per proporre spunti di dibattito e confronto tra i lettori. Si vuole dunque spronare la singola persona a dire la propria sulle varie tematiche che vengono proposte, anche con semplici forme di partecipazione quali possono essere i commenti.”

    (per fortuna) Il Sito e la nostra Associazione non ha e soprattutto non impone una linea politica o di scrittura degli articoli, quindi ognuno di noi può liberamente e indipendentemente dagli altri esprimere la propria idea su un determinato argomento.

  3. Umberto Zimarri

    Simone ha perfettamente espresso la mia opinione a riguardo:”Ognuno ha il suo pensiero, questo è solo uno spazio per esprimerlo”, personalmente scrivo spesso su questi argomenti e dico semplicemente quello che penso e quello in cui credo.Personalmente non mi riconosco in quelle immagini e in quei cori…

  4. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Ma quanto è facile?…Etichettare e criticare senza lasciare il proprio pensiero che entri davvero nel merito di una qualsiasi questione.
    Il commento di Anonimo,a mio modesto parere, lascia il tempo che trova.
    Come disse qualcuno ‘non ti curar di loro,ma guarda e passa’.

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